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A Nizza Monferrato torna l’aperitivo del lardo

Il 26 dicembre non è solo Santo Stefano, non per tutti, almeno. Per Nizza Monferrato è molto di più: è il giorno della rievocazione storica del 26 dicembre 1789, giorno in cui i nicesi diedero una lezione, o meglio “diedero il lardo”, ai popoli fedeli ai Savoia. Ogni anno, la Pro Loco offre l’aperitivo ai cittadini, tradizionalmente sotto il Campanon in Piazza del Municipio.
Il 26 dicembre del 1798 era noto durante l’epoca napoleonica come 6 Nevoso anno 7°. Era circa l’una del pomeriggio quando Nizza Monferrato fu assalita da tre colonne di uomini armati divisi provenienti da diversi comuni limitrofi tra cui Costigliole, Montegrosso, Agliano, Mombercelli, Mosca, Castelnuovo Calcea, Canelli e San Marzano. I Savoia avevano firmato da poco tempo l’armistizio con Napoleone Bonaparte e la Rivoluzione si stava diffondendo anche oltre le Alpi. I nocesi avrebbero dovuto essere i prossimi ad essere conquistati – o sommersi – dall’onda napoleonica dei fedeli dei Savoia.
Non andò così.
Nizza all’epoca era una città dedita al commercio, il cui perimetro era saldamente protetti da mura e guardie armate. I rivoltosi, arrivati alle porte della città, lasciarono parlare Mariotti, che li guidava. La richiesta fu semplice, chiara e arrogante: “Dateci il pane. Vogliamo anche del buon vino.”
Una richiesta che si trasformò nella miccia che avrebbe acceso l’orgoglio – e l’ingegno – dei nocesi.
L’inizio della battaglia sembrava sfavorevole a Nizza Monferrato: le guardie furono disarmate, molte persone ferite. Era necessario prendere tempo ed escogitare una strategia. Le scorte di cibo erano troppo preziose: non avrebbero ceduto senza combattere. Alcuni cittadini furono scelti per parlamentare e temporeggiare, dialogando con gli avversari, mentre il resto della città si armava per respingere gli invasori e si radunava sotto il Campanon.
Fu allora che ai nocesi venne un’idea e promisero ai rivoltosi: “Se ci concedete tempo, vi daremo anche il lardo.” La vittoria sembrava ormai scontata. Sicuri e baldanzosi, i filonapoleonici entrarono nelle mura e trovarono l’unica cosa che non si aspettavano: il popolo di Nizza Monferrato pronti a cacciarli per proteggere la loro città e le loro scorte.
Da allora, “dare il lardo” significa dare una sonora lezione e, in occasione della rievocazione storica, per i nocesi comporta una giornata di rievocazione storica da festeggiare con un bicchiere di vino e, ovviamente, dell’ottimo lardo.

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